domenica 5 agosto 2018

Salvini, tieni a bada i tuoi!


Mentre le uscite di Fontana riguardo a unioni omosessuali sono antecedenti la sua nomina a Ministro della Famiglia e non dovrebbero in alcun modo entrare nel dibattito politico, mentre il suo personale punto di visto può, sì, essere espresso liberamente purché non vada a intaccare gli accordi programmatici di questo governo, le sue dichiarazioni sulla legge Mancino vanno al di fuori sia della sua competenza di ministro che dalle intenzioni di questo governo.

Per quanto si possa essere d’accordo che in questo momento l’utilizzo pretestuoso della parola razzismo, accuse di presunto fascismo e simili possano essere strumenti al servizio delle élite globaliste, la legge Mancino non è stata mai oggetto di discussione per questo governo - e sarebbe certamente un errore abolirla!

In passato, la Lega può aver detto o fatto molte cose, preso iniziative e posizioni criticabili ma legittime da parte di un movimento di destra, ma nel momento in cui si entra in un governo “bicolore”, alcune delle tue battaglie devi metterle da parte.

Un piccolo promemoria per Salvini, che ogni tanto dovrebbe ricordarsi di non essere il Ministro del Tutto, ma semplicemente Ministro dell’Interno, vicepremier e soprattutto leader del secondo partito di governo: il leader di questo governo non sei tu, non è Di Maio e non è neanche Conte, ma il contratto di governo.

Bene ha fatto dunque il Presidente Conte a redarguire subito il suo Ministro sulla questione della legge Mancino. Non dimentichiamoci che i 5 Stelle hanno lasciato indietro alcuni punti del loro programma perché incompatibili con un governo assieme alla Lega, così come il Carroccio ha escluso dal contratto di governo alcuni elementi più “intransigenti” del proprio progetto politico. Non dimentichiamoci che questo governo, tanto criticato dai benpensanti della sinistra, nasce anche per la volontà dei 5 Stelle di bloccare un ritorno alle elezioni che avrebbe portato con ogni probabilità ad un governo monocolore Salvini-Berlusconi, che certo non avrebbe goduto di alcuna “smussatura” del programma di governo – altro che “il governo più a destra della storia”!

O rispetti il contratto di governo, o ci saranno problemi. I leader non esistono più, lasciamo che i programmi e le idee guidino il Paese, cosa che in realtà altro non è che la vera essenza della parola “politica”. Per cui, caro Salvini, tieni a bada i tuoi. Nel contratto di governo ci sono moltissime cose, per realizzarle tutte ci sarà da lavorare (e parecchio) per molti anni: non usciamo dal tracciato.

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